In 4 milioni senza assistenza sanitaria, il digitale si propone come soluzione

Sono oltre quattro milioni le persone in Italia che incontrano difficoltà ad accedere alle cure, a causa della mancanza di una sanità di prossimità nelle aree interne, le più isolate e difficili da raggiungere. La digitalizzazione della sanità emerge come una possibile soluzione per colmare questo gap, in particolare nel settore della medicina generale. Questo è stato il tema centrale di un convegno tenutosi al Senato il 15 gennaio 2025, organizzato dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale (Simg). Tra i relatori erano presenti figure di spicco come Lucia Albano, sottosegretario alle Finanze, Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, e Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute.

Il ruolo della telemedicina

Durante il convegno, la Simg ha evidenziato come strumenti quali televisite, telemonitoraggio e teleconsulto siano ormai una realtà consolidata nel panorama sanitario italiano, coinvolgendo ospedali, ambulatori e vari centri di assistenza. Il presidente della Simg, Alessandro Rossi, ha messo in evidenza l’importanza della prossimità nell’assistenza sanitaria, sottolineando che le aree interne comprendono circa 4.000 comuni che ospitano il 20% della popolazione italiana. La digitalizzazione, quindi, si configura come un mezzo cruciale per migliorare l’accesso ai servizi sanitari in queste zone.

Strumenti innovativi per la salute

Per potenziare i servizi sanitari di prossimità, la digitalizzazione si presenta come uno strumento essenziale. I medici di famiglia sono stati pionieri nell’introduzione di tecnologie informatiche, iniziando con la cartella clinica personalizzata già decenni fa. Oggi, sono disponibili numerose applicazioni per prenotare appuntamenti, emettere ricette, richiedere consulti e realizzare teleconsultazioni. Tuttavia, per ottenere un livello di efficienza ottimale, è necessario non solo garantire una buona connettività, ma anche integrare il fascicolo sanitario elettronico con i dati delle cartelle cliniche. Solo così sarà possibile creare una rete efficace. È fondamentale, però, che l’uso di queste tecnologie innovative non comprometta le prerogative professionali e culturali della Medicina Generale, che ha bisogno di risorse, formazione e infrastrutture per servire al meglio la cittadinanza.

L’adozione di questi strumenti rappresenta quindi un passo significativo verso una sanità più accessibile e vicina ai cittadini, specialmente per coloro che vivono nelle aree più remote del paese.

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Lucia Rossi